Quanto è stato scritto sull’opera letteraria di Filippo Petroselli a cura di Alessandro Vismara
“Dopo aver curato personalmente con amore e passione l’OPERA OMNIA dello scrittore Filippo Petroselli, in tre volumi in ottavo di complessive pagine 1340, è con vivo piacere che presento questo volume. È nato nel lontano 1910 quando il grande letterato Guido Mazzoni con brevi parole che sanno di profezia: «Vi è genio e fantasia» giudicò il primo lavoro letterario di Filippo Petroselli, allora studente. Mi auguro che questa raccolta di giudizi sia gradita ad ogni lettore e soprattutto a chi ama approfondire lo studio sulle opere di questo illustre Autore”.
Alessandro Vismara
1970
- L’Ordine, quotidiano d’informazione (12 novembre 1970)
Il giornale letterario, Editore Gastaldi, Anno XXIII, N.11, p. 6 (Novembre 1970)
L’ “OPERA OMNIA” DI FILIPPO PETROSELLI
La casa editrice Agnesotti di Viterbo, sotto l’auspicio dell’Amministrazione provinciale viterbese e col contributo di Enti cittadini, ha realizzato la pubblicazione dell’Opera omnia di Filippo Petroselli, che è stata presentata, nel salone della Provincia, ad autorità civili, religiose e militari e ad un folto e scelto pubblico, da Raimondo Manzini, direttore dell’Osservatore romano, il quale ha ampiamente illustrato tutta l’importanza della lunga generosa attività del Petroselli, come uomo di lettere. Nel corso della cerimonia, introdotta dal presidente dell’amministrazione provinciale, Professor Pietrella, hanno pure parlato il vescovo di Viterbo, monsignor Boccadoro, e il vescovo amministratore apostolico di Grosseto, monsignor Gasbarri.
Filippo Petroselli, nato a Viterbo il 17 ottobre 1886, combattente della guerra Italo-turca e della prima guerra mondiale, valoroso scienziato (psichiatra, docente nell’università di Roma e direttore del sanatorio Villa Rosa di Viterbo), autore di una ventina di pubblicazioni di neuropsichiatria, è noto e illustre letterato e pensatore, poeta finissimo e prosatore brillante. La sua attività di scrittore si è svolta ampiamente e luminosamente in una dozzina di lustri, con una produzione di opere ispirate a nobili ideali religiosi, sociali, morali, ottenendo alti riconoscimenti. Di lui parlano con lode Guido Mazzoni, Grazia Deledda, Alfredo Baccelli, Giulio Salvadori ed altri. Nel cinquantennio della sua vita letteraria, fu ricevuto in speciale udienza dal Papa Giovanni XXIII e il Comune di Viterbo gli tributò grandi onoranze, con la consegna della Medaglia d’oro in una solenne cerimonia nella Sala regia del Collegio dei Priori e con la pubblicazione Filippo Petroselli, raccolta di discorsi pronunciati pronunciati da Raffaello Biordi, Giovanni Regard e monsignor Gasbarri, con una premessa del sindaco e dell’assessore alla pubblica istruzione di Viterbo. Nel 1967 Renato Benedetto pubblicò lo studio critico Filippo Petroselli, scrittore e pensatore.
L’Opera omnia, ora uscita, riunisce in tre grossi volumi in ottavo, di complessive 1345 pagine, romanzi, racconti, novelle, saggi e poesie dell’insigne letterato, già pubblicati, a partire dal 1910, da varie case editrici. Vi si trovano: la raccolta di allegorie La via; le raccolte di novelle Allegro ma non troppo I e II tempo; la raccolta di fiabe e storielle Avventure di plenilunio; i racconti Sole e cenere, Gli eredi, L’ampolla della gioventù; i romanzi Ruzzante, Il sole malato, Il fabbro meraviglioso; il saggio panoramico Amore di terra cimina; i saggi critici Etica ed arte nella Divina Commedia e Il sentimento della natura in Giovanni Meli; il saggio sulla musica di Beethoven Le nove sinfonie; le prose liriche Il carosello del tempo, Ricordi e immagini; una raccolta di Prose liriche; Poemetti; Poesie; Sonetti; la raccolta di pensieri Fructus vitae.
Filippo Petroselli ha servito compassione, per circa un sessantennio, sia la medicina che la letteratura e ha acquistato alti meriti tanto nell’uno quanto nell’altro campo. Ma qui si accenderà soltanto, brevemente, come è necessario fare in un articolo, all’opera dello scrittore e del poeta.
Come il narratore, egli ha dato prova di capacità non comune. Lo stile elegante, la salda coscienza artistica, la visuale nitida delle esigenze letterarie, la scrupolosa cura della lingua, infine morale inteso ad esaltare la virtu gli hanno permesso di comporre opere di sicura efficacia, degne di trovar posto tra le migliori della nostra letteratura contemporanea. E basta l’amenissimo, originale Ruzzante, suo capolavoro, che fu molto lodato dal Cesareo (scritto nel 1934 il ristampato, a cura della casa editrice Bemporad-Marzocco, nel 1958) a documentare il suo valore di scrittore fertile ed arguto. Egli sa dare una rappresentazione psicologica aperta, di largo respiro, che raggiunge punte altamente educative, con descrizioni ambientali molto veritiere, pervaso di acuto senso di umorismo, ma anche ricche di essenza filosofica.
In tutti gli iscritti del Petroselli scorre una ragione morale di alta misura virgola che si esprime limpidamente. Le descrizioni, fatte con maestria virgola che mettono in risalto immagini chiarissime su uno sfondo dai colori assai vivaci, animano i racconti, presentano suggestive inquadrature di paesaggi, scene di perfetta intonazione realistica e personaggi caratteristici, i quali si muovono con estrema naturalezza, anche- come spesso nel ruzzante-in strane e comiche situazioni. È sempre il discorso narrativo virgola che sa cogliere intensamente i caratteri della vita provinciale, è pieno, sostanzioso virgola e gli episodi hanno un collegamento equilibrato, facendo scaturire tutta l’umanità che spira dalle condizioni dei singoli personaggi.
Quanto alla sua poesia si deve dire innanzitutto che essa parte da una profonda sensibilità. Il Petroselli segue schemi originali a sfondo filosofico, che si sviluppano vivamente, riflettendo la quiete dello spirito, con accenti misurati, i quali rispettano la gerarchia dei valori musicali e rilevano la sostanza della vita sentimentale attraverso la naturale maturazione di motivi realistici, in raffigurazioni assai vigorose, che fanno risentire gli impeti di una coscienza schiettamente cristiana. Alieno, come tutti i veri poeti, da spirito di adattamento al moderno movimento innovatore che rende la poesia priva di essenziali attrattive, egli osserva delle precise regole che danno ai suoi versi un’ammirevole purezza di stile. È un’alta espressione di realtà sentimentale, che tien conto dell’effettiva concretezza delle cose della vita, con qualche tocco di malinconia, ma s’alleggerisce spesso adagiandosi su delicate immagini di ispirazione pascoliana, rappresentanti gli aspetti più candidi dell’umana esistenza, in valori lirici molto elevati. E il suo lirismo erompe con forza anche in opere prosastiche, come i dodici ritratti dell’anno nel Carosello del tempo, che è un poema in prosa.
Della sua forza di saggista sono vive e testimonianze l’elevatezza di pensiero, la varietà degli argomenti, la profondità dei concetti, la serenità descrittiva, la chiarezza dell’esposizione. E come critico si distingue soprattutto per l’onestà di intenti, per originalità di vedute e per equità di giudizio. Egli è un critico di gran classe, un maestro dell’arte del dire le cose giuste nella misura esatta, che non cerca di demolire nulla, ma costruisce saldamente sulle basi della conclusione logica.
Del Petroselli pensatore abbiamo l’opera Fructus vitae. Pensieri di un viandante, raccolta di pensieri ed aforismi, “non nati – dice l’autore – all’alba, perché all’alba gli occhi dell’uomo per la debole luce, poco possono penetrare nel mondo. Ciò può avvenire soltanto nel meriggio”. In questi pensieri c’è una potente sostanza filosofica che si inserisce profondamente nel vero senso della vita, riflettendo sempre la verità.
Nei suoi sessant’anni di esperienza letteraria, il Petroselli Ha considerato la sua attività come una generosa missione e ad essa si è dedicato con spirito religioso, elevando il proprio senso dell’arte a strumento di diffusione del seme della virtù. L’arte è stata per lui espressione di idealità purissime, contenute in un’interpretazione di bellezze che trovano il loro fondamento nella raffigurazione di cose sublimi, le quali, pur non vedute, si possono riconoscere attraverso un sicuro equilibrio di motivi compresi tra l’eterno e il temporale, tra il mistero dell’infinito e la realtà di ciò che finisce.
L’opera tutta dello scienziato-scrittore ha, in sostanza, un’unica base, che è quella potente dell’amore e della Fede. Essa costituisce una cattedra da cui si irradia la luce vivissima d’un insegnamento nobile e verace che mira a dare un vigoroso contributo per una rinascita spirituale che possa promuovere il reale miglioramento della società.
E certamente l’intera produzione di Filippo Petroselli, narratore, saggista, pensatore, poeta che esprime valori artistici culturali, etici, educativi tanto elevati, merita di essere tenuta ben presente nel patrimonio perenne della nostra civiltà letteraria.
VINCENZO CAPUTO
Per completezza di informazione, nella stessa rivista (Il giornale letterario, Editore Gastaldi, Anno XXIII, N.11 Novembre 1970) si trovano anche le seguenti recensioni e opere:
Mansueto Cantoni, Ho interrogato Giovenale, p.1
Enea Alquati, Aleksander Nikolaevic Afanasiev dichiara, p. 3
Giuseppe Russo, Secolo XIX, p. 4
Autori della Gastaldi presentati da Vincenzo Caputo, pp. 9-11:
Luisa Farina, Primi canti, 1970
Paolo Riceputi, Smog, 1970
Amerigo Venanti, L’alba dell’amore (1919)
Sebastiano Tagarelli, Armonie
Domenico Buffoni Ziomonaco, Non abbiamo fatto in tempo
Ester Barbaglia Gai, Racconti amari
Ester Barbaglia Gai, E domani... pantaloni lunghi, Paravia 1954 Cesare Savoia, La storia del nonno e la repubblica dei ladri
Margherita Morazzoni, I volti e le apparenze
Carlo Pusateri, Gioventù in fuga
Giuseppe Cellie, Il destino
Donna, Come ‘sento’ il Vangelo
Giuseppe Fantino, La biografia di nessuno
- La Nuova Sardegna, Sassari (novembre 1970)
- Gazzetta di Modena (novembre 1970)
- Gazzetta di Ferrara (novembre 1970)
- La Provincia Pavese (novembre 1970)
- Il Giornale letterario, Milano (novembre 1970)
- Il domani, Palermo (novembre 1970)
- Il Cittadino, Genova (novembre 1970)
Come narratore, il Petroselli ha dato prova di capacità non comune. Lo stile elegante, la salda coscienza artistica, la visuale nitida delle esigenze letterarie, la scrupolosa cura della lingua, il fine morale inteso a esaltare la virtù gli hanno permesso di comporre opere di sicura efficacia, degne di trovar posto tra le migliori della nostra letteratura contemporanea.
Petroselli sa dare una rappresentazione psicologica di largo respiro, con descrizioni ambientali molto veritiere, pervase di acuto senso umoristico, ma anche ricche di essenza filosofica.
In tutti i suoi scritti scorre una ragione morale di alta misura, che si esprime limpidamente. Le descrizioni mettono in risalto immagini chiarissime su uno sfondo di colori assai vivaci, scene di perfetta intonazione realistica e personaggi caratteristici, i quali si muovono con estrema naturalezza, come spesso nel Ruzzante, in strane e comiche situazioni. E sempre il discorso narrativo, che sa cogliere intensamente i caratteri della vita provinciale, è pieno, sostanzioso, e gli episodi hanno un collegamento equilibrato, facendo scaturire tutta l’umanità che spira dalle condizioni dei singoli personaggi.
Quanto alla sua poesia, si deve dire innanzitutto che essa parte da una profonda sensibilità. Il Petroselli segue schemi originali a sfondo filosofico, che si sviluppano vivamente, riflettono la quiete dello spirito, con accenti misurati, i quali rivelano la sostanza della vita sentimentale attraverso la naturale maturazione di motivi realistici, in raffigurazioni assai vigorose, che fanno sentire gli impeti di una coscienza schiettamente cristiana.
È un’alta espressione di realtà sentimentale, che tien conto dell’effettiva concretezza delle cose della vita, con qualche tocco di malinconia, ma si alleggerisce spesso adagiandosi su delicate immagini di ispirazione pascoliana, rappresentanti gli aspetti più candidi dell’umana esistenza. E il suo lirismo prorompe con forza anche in opere di prosa come ne Il carosello del tempo, che è un poema in prosa.
Della forza di saggista del Petroselli sono vive testimonianze l’elevatezza di pensiero, la varietà degli argomenti, la profondità dei concetti, la serenità descrittiva, la chiarezza della esposizione. E come critico si distingue soprattutto per onestà di intenti, per originalità di vedute e per equilibrio di giudizio. Egli è un critico di gran classe, un maestro dell’arte del dire le cose giuste, nella misura esatta, che costruisce saldamente sulla base della conclusione logica.
Nei suoi pensieri c’è una potente sostanza filosofica che si inserisce profondamente nel vero senso della vita, riflettendo sempre innegabili verità.
Petroselli ha considerato la sua attività letteraria come una generosa missione e ad essa si è dedicato elevando il proprio senso dell’arte a strumento di diffusione del seme della virtù. L’opera tutta dello scienziato scrittore mira a dare un vigoroso contributo per una rinascita spirituale che possa promuovere il reale miglioramento della società.
E certamente l’intera produzione di Filippo Petroselli, narratore, saggista, pensatore, poeta, che esprime valori artistici, culturali, etici, educativi tanto elevati, merita di essere tenuta ben presente nel patrimonio perenne della nostra civiltà letteraria.
VINCENZO CAPUTO
- L’osservatore romano (15 ottobre 1970)
- Convivio letterario, n. 12 (dicembre 1970)
Onore a un medico letterato. Presentata a Viterbo l’ “opera omnia” di Petroselli
Viterbo, 14 ottobre
Tre grossi volumi in ottavo di complessive 1345 pagine – romanzi, racconti, novelle saggi e poesie – ecco l’opera omnia di Filippo Petroselli, cittadino viterbese Insigne nelle lettere e nelle scienze mediche, presentati nel corso di una simpatica tornata nel salone delle conferenze dell’Amministrazione Provinciale dove attorno all’autore sono convenute autorità civili, religiose e militari e un folto e colto pubblico. L’opera omnia di Filippo Petroselli comprende gli scritti di un arco di tempo che va dal 1910 al 1009 ed è stata realizzata dall’editore Agnesotti, auspice l’amministrazione provinciale di Viterbo e con il contributo di enti cittadini, quale doveroso spontaneo omaggio ad un uomo di scienza e di lettere il quale ha contribuito con i suoi scritti – oltre che con il lavoro svolto nel campo della neuropatologia come direttore dell’Ospedale Psichiatrico Villa Rosa – a quella rinascita morale e spirituale tanto necessaria per l’avvento di una società migliore.
Di Petroselli scrittore e delle sue opere, tutte ispirate ad alti ideali umani, sociali, etici e religiosi, si interessarono riconoscendone il caldo afflato umano, il sottile humour e lo stile elevato, Giulio Salvadori, Guido Mazzoni, Alfredo Baccelli e Grazia Deledda, ebbe anche un premio di cultura della Presidenza del Consiglio.
Petroselli cominciò a pubblicare libri con “La via”, prose allegoriche che dedicò ai genitori in occasione del loro venticinquesimo di matrimonio.
Di Petroselli e della sua opera, allargando la visuale sul tema di scienza arte e vita di un umanista cristiano, attenuto una conversazione il nostro direttore, onorevole Raimondo Manzini che, occorre ricordare, ebbe petroselli tra i collaboratori della terza pagina dell’Avvenire d’Italia quando il giornale bolognese era il vivaio degli scrittori cattolici italiani.
Avevano introdotto l’incontro con l’autore il prof. Pietrella, presidente dell’amministrazione provinciale, il quale ha consegnato allo scrittore e all’editore una medaglia d’oro ricordo, e Mons. Boccadoro, Vescovo di Viterbo, che di Petroselli ha lodato sia le doti artistiche che le virtù cristiane di serietà e di carità, affermando che ai tre volumi delle sue opere letterarie si può e si deve aggiungerne un quarto, quello della sua vita: un libro vivo, palpitante di umanità.
Manzini virgola dopo aver reso onore a Viterbo per la nuova iniziativa del riconoscimento tributato ad un cittadino che onora la scienza e l’arte, ah permesso un elogio alle città periferiche, dove la cultura ha ancora un suo rifugio perché difendono dolci zone di silenzio, ore di solitudine e la possibilità di colloquio e dell’amicizia condizioni anch’esse di una fertile germinazione lo spirito e della feconda creazione. Citate alcune città italiane, dove la poesia e la critica hanno trovato memorabili cultori, l’oratore ha rilevato che la vita e l’arte di Filippo Petroselli si identifica con Viterbo con la terra viterbese, con la natura, la storia, le comunità di queste terre severe e fertili, arate dalla storia e decorate dall’arte delle quali gli scritti di Petroselli sono penetrati.
Tre generazioni tre guerre, dal 1912-1913 In Libia, dal 1915-1918 sui confini dell’Adriatico e del Trentino, del 1940-1945 nello sfacelo e nell’orrore della guerra civile; tale il contesto che si riflette nelle opere del medico scrittore viterbese, oggi ottantenne, sulla cui vita e personalità ha inciso profondamente l’agitata tragedia dei popoli dal punto di vista umano e morale.
L’on. Raimondo Manzini ha letto a questo punto le pagine di prosa sul primo incontro del giovane ufficiale medico Petroselli con gli alpini, intraversata burrascosa verso la Sirte, dove il giovane sanitario cominciava a prodigare negli ospedaletti da campo la sua opera umana. In quelle stesse drammatiche ore il Petroselli le sue giornate momenti per la lettura dei grandi narratori. Per cinquant’anni Petroselli non ha mai interrotto né la sua professione di medico psichiatra, né la sua assistenza al dolore, né la sua arte di apologista. Nel 1940 egli rimase a operare nella clinica viterbese fra 1000 rischi di bombardamenti e di aggressioni.
L’oratore ha detto che la fertilità di tutta l’opera di Petroselli potrebbe essere tolta dal titolo di uno singolo saggio “Amore di terra cimina”. E la scura terra dai silvotti Monti e delle lucenti acque che circondano Viterbo e culminano nel Monte Cimino lo scenario ispiratore del poeta: la storia, le letture secolari, i personaggi rustici, i protagonisti umili, contadini, boscaioli, operai, massaie, ragazzi, popolo e gli animali compagni dell’uomo che animano il mondo del Dio fervente poeta, del saggista e del romanziere.
L’on. Manzini ha letto frequenti passi di favole, di frammenti lirici, di poesia, di romanzi citando in sintesi la copiosa bibliografia, oggi raccolta nei tre grossi volumi.
Ma c’è una fonte interiore, una ricchezza profonda che formano il segreto di tutta l’opera come di tutta la vita dello scrittore medico Filippo Petroselli: la Fede Cattolica vissuta con ferma convinzione. Spirito illuminato, cuore animato dall’amore che Cristo-Dio soprannaturalmente comunica, Petroselli riflette, In ogni pagina, questa luce come un’acqua che specchia il cielo. Da ciò il candore del suo narrare, il filone di bontà dei suoi apologhi unitamente all’amaro senso dell’uomo e delle cose non esenti dal male, la limpidezza e scorrevolezza dello stile, naturalmente distante e diverso dalle cupezze, oscurità, asperità e tormenti del narrare moderno. In questo senso c’è un distacco incolmabile di generazioni e di convinzioni fra il bozzettismo o dell’autore il pessimismo e l’irrazionalismo delle pagine contemporanee.
L’oratore ha concluso leggendo alcuni tra i motti e i pensieri di saggezza che chiudono il libro di Petroselli.
A conclusione dell’incontro con l’autore ha parlato Monsignor Gasbarri, Vescovo Amministratore Apostolico di Grosseto, il quale da amico ed estimatore di Petroselli, ne ha rilevato l’altezza morale profusa in ogni suo scritto, accomunando nella lode e nel ringraziamento il lavoro svolto dall’editore Agnesotti, additando soprattutto ai giovani il contributo dell’uno e dell’altro alla continuazione del filone dell’umanesimo europeo.
L’ampia conversazione di Monsignor Gasbarri assommava principii e criteri di ordine critico estetico alla conoscenza profonda dell’opera di Petroselli con frequenti comparazioni ad autori ed a tempi della narrativa moderna e contemporanea. Essa ha coronato la celebrazione e duole di non poter dare di quest’ultima esposizione, per l’avarizia dello spazio più ampio resoconto.
Nel PRO OMNIA redatto da Alessandro Vismara, l’intervento di Vincenzo Crialesi è seguito da uno stralcio dell’intervento di Mons. Gasbarri pronunciato durante la cerimonia di presentazione dell’Opera Omnia di Filippo Petroselli, curata dall’Editrice Agnesotti:
“La fortuna del libro è legata a due personaggi: l’autore e l’editore. L’autore è Filippo Petroselli. Ritengo che la pagina letteraria del Petroselli sia indicazione sincera di quanto l’opera d’arte si avvalga invece, dei suoi contenuti, cioè della verità delle cose che esprime con il linguaggio della fantasia. L’arte infatti del Petroselli deriva dal suo candido amore che lo rende sensibile alla bellezza della natura e al clima agreste del suo paesaggio; deriva dall’interesse con il quale guarda da spettatore appassionato le vicende alterne della vita; deriva dalla sua abitudine di psicologo che guarda e scruta l’uomo, ne analizza i sentimenti per annodare esperienze ed intrecci ingegnosi o disegnare personaggi con fine umorismo, direi manzoniano, che non suscita mai il riso spensierato; deriva dalla facoltà prodigiosa che egli ha di pensare per immagini. Si rifletta che il Petroselli iniziò, nel 1910, la sua opera letteraria con il genere allegorico, che per tanti, rappresenta il punto di arrivo di un itinerario faticoso; e cinquant’anni dopo, nel 1961, pubblicò i pensieri di un viandante con il titolo: “Fructus vitae”, ove immaginazione, filosofia, riflessione si fondono nell’unità inscindibile dell’aforisma.
Intelligente libertà della fantasia, la quale rispecchia con il linguaggio poetico quanto di verità in sé portano le cose, e la teoria dell’arte che il Petroselli professa; ed è altresì il contributo che alla teoria arreca l’opera artistica di lui.
Onestamente si deve riconoscere che l’opera letteraria del Petroselli è stata affidata a un buon Editore. Ottimo, anzi.
Domenico Bianchi, nella sua storia di Viterbo, rimasta manoscritta, ricorda una delle prime tipografie viterbesi, con queste parole … “al di sopra delle carceri (in piazza del Comune) si scorge in luogo della stampa divinamente esercitata da messer Girolamo Discepoli, celebre stampatore …”. Parole molto lusinghiere che ho trascritto da una monografia di A. Carosi “Annali della Tipografia Viterbese” il cui primo capitolo è dedicato alla famiglia Discepoli che acquistò fama a Viterbo nel primo trentennio del seicento.
Vado ricordando quella monografia perché mi presta le parole: “la stampa a Viterbo è divinamente esercitata” per felicitarmi con la Tipografia che ha prodotto i tre volumi del Petroselli.
L’elogio infatti che fu detto dei Discepoli, appartiene, oggi, alla Tipografia Agnesotti. Inoltre, il Comm. Pierro, curando personalmente l’edizione dell’Opera Omnia del Petroselli, ha dato dimostrazione di quanto sa fare la sua editrice”.
VINCENZO CRIALESI
- Convivio letterario, n. 12 (dicembre 1970)
Filippo Petroselli neurologo e poeta
Tutta una esistenza consacrata al servizio dell’umanità conferisce al Prof. Filippo Petroselli il buon diritto all’appellativo di modello esemplare fra i più significativi della simbiosi fra Scienza e Poesia, da molti ancora ritenuta irraggiungibile. Assunto Dall’ateneo della capitale all’insegnamento neue una delle più inquietanti discipline medico-sociali, la neuroterapia, il Petroselli ha temprato la sua profonda dottrina Sanitaria con il fascinoso linguaggio dell’Arte creatrice, derivandone strali d’oro per la elevazione dello spirito e il rinnovamento morale della Nazione e del mondo.
Con la sua opera letteraria scientifica durata ininterrottamente per oltre mezzo secolo, il Petroselli ha dimostrato la inscindibile unitarietà di tutte le ideali energie collegate per il dominio della materia e delle forze brute che da essa traggono alimento. La Scienza, nata dall’affinamento dello Spirito, si perfeziona con la educazione dello spirito; ed erra chi pretende conseguire le alte mete della Scienza con il solo contributo materiale della Tecnica autonoma, inconsapevole e cieca. Il segreto dell’Arte di Filippo Petroselli medico e poeta consiste nel dominio delle risorse da lui conseguite e indirizzate al miglioramento spirituale e materiale della società.
La medicina non guarisce il corpo del malato se oltre il corpo non se ne migliori la mente. Tutta l’opera letteraria e scientifica del Petroselli si informa genialmente all’intento edificatorio e da ciò derivano i superiori riconoscimenti.
Fiume littori essi ci si dimostrano in questi giorni devastati dalle droghe, dagli allucinogeni, dagli scioperi virgola e dalle riforme mentre mani sacrileghe osano attentare ai giorni del Santo avversario d’ogni male.
Agli onori che il mondo universitario dell’urbe e la città di Viterbo ha tributato alla mente al cuore di Filippo Petroselli si aggiungono fervidi i plausi del nostro sodalizio a cui egli appartiene attivissimo sin dai primi anni.
Il nostro esame particolareggiato dell’Opera Omnia di Filippo Petroselli – racconti, romanzi, pensieri, poesie, in tre volumi di 1362 pagine – si incentra sulle poesie; le quali poesie contenute nel terzo volume, anticipano in noce le conclusioni ideali diffuse nelle varie costruzioni artistiche dei suoi racconti.
Il mondo è osservato dal nostro con la tenerezza d’un naturalista indagatore del mistero in cui viviamo come un sogno desiderosi di sognare. I fiori della terra nel tripudio del firmamento sono profetiche attestazioni e simboli e messaggi di imminenti gioie; mentre la incontinenza e la frode schiamazzano feroci.
Un’ombra densa di mestizia a panna in celestiale splendore delle creature terrene; e il poeta indignato, condanna con vibrante austerità il prepotente oltraggio dei malversatori; ma non dispera mai. Chi devotamente creda nell’infinita misericordia non può disperare; la disperazione e la miseria delle menti squilibrate e corrive.
Chiaro egli dimostra la fiduciosa certezza che il creatore ama le sue creature, alle quali ha voluto donare il soggiorno terreno fornito da ogni gioia; ma vuole che ognuno sappia aggiungere ad essa con aperta libertà. Perciò vediamo nella sapiente costruzione del viterbese la esaltazione del folklore domestico, depositario dell’amore voluto da Dio.
Seguono, tratte da Versi e Prose (Convivio Letterario, Milano 1957):
Primavera – Primi di maggio (da Versi liberi)
Odio – Il cantore – Spiriti truci – Il viaggio (da Sonetti)
Una selezione di pensieri tratti da Fructus vitae (Convivio Letterario, Milano 1961)
L’Attesa, 14 luglio 1965 in Convivio letterario, 1966
NOTA BIOGRAFICA
Nato a Viterbo nella insigne Città dalle turrite mura e dalle belle fontane che fu soggiorno di pontefici, in 17 ottobre 1886, dall’ingegner Giovanni e da Emilia Polidori, Filippo Petroselli vi ha ivi frequentato il Liceo classico. Nel 1912 conseguì la laurea in Medicina e Chirurgia nell’Università di Roma. Fu alla scuola di Sanità Militare in Firenze. Il 5 ottobre 1940 ottenne la libera docenza in Psichiatria nell’Università di Roma con lode e risiede in Viterbo dov’è direttore del Sanatorium Villa Rosa.
Dalla sua eletta consorte Gina Altissimo ebbe tre figli: Lia, Giovanni ed Attilio, che gli hanno dato la gioia di essere nonno.
Nella vita pubblica fu Presidente dell’Ordine dei Medici, Consigliere Provinciale, Presidente della Federazione Venatoria ed è attualmente presidente del Brefotrofio provinciale.
È membro di varie accademie, fra cui quella degli ardenti di Viterbo, Tiberina di Roma Teatina di Scienze ed arti di Chieti.
È “Penna d’oro” del Convivio letterario di Milano. È stato segnalato nel <Dizionario europeo delle personalità contemporanee Who’s Who in Europe, Bruxelles 1964-1965.
Gli è stato conferito il “Premio di cultura” dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. Ha partecipato alla guerra Italo-turca ed ai combattimenti in Libia (2° Ettangi-Tobruk con il V Reggimento Alpini – ed Ascari – al comando dell’eroico, leggendario colonnello Cantore) ed è stato quindi medico nelle residenze di Beni-Ulid e Giosch.
Nella guerra 1918-15 è stato sempre in prima linea dal 24 maggio 1915 al 20 novembre 1918.
Tenente medico di Battaglione nel 60῾ reggimento fanteria, quindi capitano, comandante del 150° ospedaletto da campo someggiato; ha partecipato ai combattimenti: Marmolada, San Pellegrino nel 1915 (con due investimenti da valanghe, Tabia Lobia, marzo 1915); Col di Lana e Monte Grappa (1917); Carso – Castagnevizza (1917); Altipiano di Asiago – Valle Scalon (1917), colpito da gas asfissianti e lacrimogeni; Piave (Fagaré, giugno 1918).
In considerazione di particolari benemerenze acquistate nella guerra 1915-1918 il 31 maggio 9 fu nominato Cavaliere della Corona d’Italia (onorificenza assegnata a soli 200 combattenti). È decorato di Croce al Merito di Guerra.
È decorato anche della Medaglia della sanità Pubblica per benemerenze nell’epidemia di vaiolo (Trentino) e nella pandemia influenzale.
FILIPPO FICHERA
- La voce di Napoli (novembre 1970)
Di quale mole, di quale colore, di quale valore artistico sia l’opera prodotta da Filippo Petroselli inoltre mezzo secolo di attività, si ha ora modo di vedere attraverso le 1400 pagine in ottavo che rappresentano il corpusdell’“Omnia”. Lungo il suo iter letterario non mancarono all’autore alti consensi, tra i quali quelli della Deledda del Cesareo, del Baccelli; particolarmente autorevole quello del grande critico Ettore Janni il quale rivela che il Petroselli non procedeva stancamente, non ricalcava vie già battute e notava nel romanziere e nel novelliere il caldo afflato umano, la specchiata etica, la fede dei valori ideali, morali religiosi della vita, è una ars narrandiavvincente in una limpida prosa …
Ma vi sono anche poesie, poemetti e sonetti che consentono anche di apprezzare in pieno l’empito lirico e lo splendore di immagini e sentimenti che caratterizzano questo viterbese che onora le lettere e l’ars medicanobilissimamente.
RAFFAELLO BIORDI
1971
- Annali Ravasini XV (gennaio 1971)
- Vasto Domani, Chieti (gennaio 1971)
Variante a) Opera omnia, F. Petroselli, Ed. Agnesotti, Viterbo
Il prof. Filippo Petroselli, docente nello “Studium Urbis”, è uno dei più impegnati medici-scrittori italiani. Di quale mole, di qual calore, di quale valore artistico sia la sua opera prodotta inoltre mezzo secolo e che affianca l’attività di neuropatologia e di direttore di un ospedale psichiatrico, si ha ora modo di vedere attraverso le millequattrocento pagine in ottavo che rappresentano il corpus della Omnia edita dallo Agnesotti di Viterbo in collaborazione con enti pubblici che con questa totale ristampa hanno voluto rendere omaggio all’illustre concittadino in occasione del suo fausto 80° anno. Lungo il suo iter letterario non mancarono all’autore alti consensi, tra i quali quelli della Deledda, del Cesareo, del Baccelli; particolarmente autorevole fu quello del grande critico Ettore Janni il quale rilevava che il Petroselli non procedeva stancamente, non ricalcava vie già battute e notava nei romanziere il novelliere il caldo afflato umano, la specchiata etica, la fede nei valori ideali, morali, religiosi della vita, è una ars narrandi avvincente in una limpida prosa. Questo corpussi apre con le allegorie de La via e passando per le novelle dello ‘Allegro ma non troppo …’, L’ampolla della gioventù, Il fabbro meraviglioso, l’umoristico Ruzzante, Avventure di plenilunio, Il sole malato si conclude con gli aforismi del Fructus vitae, una summa delle esperienze, dei pensieri, delle osservazioni, delle considerazioni fatte nel corso della esistenza del medico, dell’uomo dello scrittore. Ma vi sono anche ricordi della vita del medico in grigio verde e al fronte virgola e le prose liriche dal carosello del tempo a amore di terra cimina a Ricordi e immagini, a Nove sinfonie a poemetti, poesie e sonetti che consentono anche di apprezzare in pieno l’empito lirico e lo splendore di immagini e di sentimenti che caratterizzano l’arte di questo viterbese che onora le lettere e l’ars medica nobilissimamente.
Variante b) L’OPERA OMNIA DI FILIPPO PETROSELLI
Nobilissimo gesto è quello che ha fatto la Terra Cimina, attraverso l’editore Agnesotti di Viterbo, con la collaborazione di enti pubblici e di privati, verso un suo illustre figlio, il medico-scrittore Filippo Petroselli – il quale a latere della sua professione di neuropatologo viene affiancando, da oltre mezzo secolo, la sua operosità di narratore e di poeta – con la ristampa in tre volumi in 8° di complessive milleseicento pagine di tutta la sua opera: una Omnia insigne.
L’opus del prof. Filippo Petroselli ha inizio con le allegorie de La via e si conclude con il Fructus vitae: la prima schiude l’iter il secondo offre quanto è stato raccolto lungo il cammino.
All’autore, allora men che trentenne, si aprivano prospettive di mete luminose e facili; nel Fructus egli, però, rivela come il cammino dell’arte e della vita non è né piano, né agevole e le siepi che lo fiancheggiano portano, sì, rose e caprifoglio odorosi, ma anche spine; in questo libro è tutta la summa di esperienze, di osservazioni, di considerazioni, di riflessioni, fatte dall’uomo e dal medico. E tra quest’alfa e questo’omega ecco innestarsi via via romanzi immaginosi, concettosi, umoristici, da L’ampolla della gioventù a Il fabbro meraviglioso; a Il sole malato a Ruzzante; e novelle nelle quali la vita si riflette col suo azzurro e le sue tenebre, con le nubi e le stelle, con le gioie e i dolori, le illusioni e le delusioni, i silenzi e i clamori, le sfasature e gli orrori, le incongruenze e i paradossi, le tristezze e le amarezze, le inesprimibili pene e le speranze; e pagine favolose come Avventure di plenilunio; pagine della vita in guerra; Impressioni suscitate da città dissepolte dopo un silenzio di millenni; poemetti in prosa come Il carosello del tempo; e poesie nelle quali immagini e ritmi si fondono nel crogiolo del sentimento.
Filippo Petroselli fin dagli inizi volle essere solo se stesso: non segui correnti; non prese parte a clans: egli ha tratto ispirazione dalla vita di ogni giorno, dalle memorie, dalla fertile fantasia; e fatti, immagini, personaggi, approfondimenti psicologici, istanze spirituali, certezza di fede, egli ha espressi sempre in una prosa limpida e sostanziosa, classica e insieme moderna.
Non mancarono a Filippo Petroselli, per i suoi libri, consensi che ancora più vasti e pieni dovrebbero venirgli oggi che è possibile riguardare tutto l’opera nel suo insieme: tra tanti altri lo lodarono senza riserve due noti poeti, Alfredo Baccelli e G. A. Cesareo, e Grazia Deledda.
Ma se il giudizio della scrittrice sarda può valere criticamente assai poco – il Premio Nobel non conferisce lauree che attestino gradi di cultura! – perché alla Deledda non occorreva cultura per scrivere romanzi verso i quali era vocata; moltissimo vale, invece, il giudizio che fu espresso da un critico di riconosciuta autorità e di sicuro valore: Ettore Janni che per un trentennio pontificò nella terza pagina del Corriere della Sera: egli notò che il Petroselli non ricalcava vie già battute, procedeva sicuramente verso conquiste stilistiche sempre più chiare; che sapeva sempre mantenere al suo racconto il caldo afflato umano; che era felice nello studio e nel disegno dei caratteri; che aborriva l’originalità a tutti i costi e gli artificiosi effetti; che dimostrava costante fede nei valori ideali, morali e religiosi della vita.
Rileggendo ora l’opera omnia di Filippo petroselli se ne ritrovano intatti gli incanti che via via i libri suscitarono alla prima lettura; e questa è la miglior prova della loro validità e della loro durabilità.
RAFFAELLO BIORDI
- Gli oratori del giorno, Roma (febbraio 1971)
Filippo Petroselli è un artista che ha conquistato un posto a sé nell’arte. Schivo di pubblicità, egli ha accompagnato la sua quotidiana fatica di scienziato al gusto delle lettere, licenziando volta a volta romanzi, poesie, favole, sempre vivi di quella sua complessa inconfondibile e prepotente personalità. Superfluo è presentarlo quale letterato, ma è significativo che la sua Viterbo abbia voluto – con il contributo degli enti cittadini – questa Opera omnia dell’insigne suo figlio. Il primo volume comprende allegorie, novelle, istantanee, quadri, il secondo, il più impegnativo, racchiude i romanzi, quelli in cui più alta vola l’ala del narratore, fra cui Ruzzante, ll sole malato e Il fabbro meraviglioso, che furono sorprese per la critica internazionale, sino a indurre il critico francese Fernand Brisset a scrivere che alcune di queste pagine lasciavano nel lettore le stesse emozioni dei canti della commedia di Dante. Il terzo volume ove si trovano pensieri, discorsi, poesie, prose liriche, aforismi, basterebbe da solo a dimostrare la geniale personalità di un raro intelletto che illumina e si illumina ad ogni aspetto della vita. Bisogna aggiungere che Petroselli é un’idealista: le sue opere sono vive degli ideali umani, vigorosamente sentiti e fascinosamente espressi, sicché nell’oscuro periodo attuale libri come questi rappresentano anche una buona azione. Insomma si tratta di un uomo che attesta l’unità mediterranea fra arte e scienza: un orgoglio tutto latino.
TITTA MADIA
- Il giornale letterario, Editore Gastaldi (Anno XXIII, N.11-12 novembre/dicembre 1971, p. 6)
UN GIUDIZIO DI ASPESI SULL’ “OPERA OMNIA” di Petroselli
In una lettera a Filippo Petroselli, l’illustre storico Alessandro Aspesi, presidente del Comitato di Novara dell’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano, ha espresso il seguente giudizio sull’Opera omnia dell’insigne scrittore viterbese (Ed. Agnesotti, Viterbo 1970) che ha riscosso tanto applauso e di cui anche il giornale letterario ha ampiamente scritto sul numero di novembre del 1970:
I racconti del primo volume meriterebbero proprio di essere largamente diffusi in un’antologia scolastica virgola non son tanto per la loro felice invenzione, ma anche per la fluidità dell’espressione così terza e classica.
Nel secondo libro trovo un breve cenno di critica entusiastica di Alfredo Vinardi, che io ho conosciuto nei lontanissimi tempi di quando ero studente a Torino, e che ho rivisto, dopo questa guerra, insegnante di materie giuridiche in un istituto tecnico sempre a Torino. Egli è stato felicissimo nell’interpretare e fotografare il tuo lavoro. Lascia che questo vecchio preside (48 anni di servizio statale dei quali ben 41 come capo istituto) si compiaccia con te, che hai saputo indovinare l’anima dei giovani le loro aspirazioni, i nobili impeti e i generosi impulsi del loro cuore. Un’alta spiritualità spicca dai tuoi scritti, nonché un bonario sorriso fatto di comprensione e di umanità.
Nel terzo volume, dopo l’acuta esegesi dei tre regni danteschi, il che dimostra che sai ottimamente spaziare nel campo critico-letterario, ecco la commossa evocazione della tua terra cimina, dirò di un innamorato della sua terra, ecco l’interpretazione non facile della poesia del Meli, ecco un elogio meritatissimo e prezioso dell’illustratore del Manzoni, G. B. Gallizi, e via via; seguono i brevi spunti che rinnovano la mia ammirazione per la tua arte narrativa. La tua poesia poi incede con dignità e consapevolezza di pensiero, con ritmo pacato e severo, quale io preferisco. Non amo gli arzigogoli ungarettiani! Non amo l’ermetismo di maniera, proprio dei nostri tempi fatui! I tuoi componimenti poetici hanno il sapore della bontà, della commozione sincera, sono scorci fugaci ed improvvisati di un impulso del cuore e della mente, colti quasi a volo e fissati per non dimenticare il felice momento dell’ispirazione.
I pensieri, gli aforismi che chiudono questo terzo volume, con la loro concisione vogliono quasi far sostare e riposare il lettore dopo l’ampia scorribanda precedente. Ogni riga è un pensiero che ti costringe a riflettere, a dedurre, a rimuginare le grandi verità espresse.
ALESSANDRO ASPESI
1972
- Il Faro, Trapani (marzo 1972)
Tutta l’opera letteraria di Filippo Petroselli rimane raccolta in tre grossi volumi, di complessive 1346 pagine, finemente relegati con impressione in oro, a testimoniare il lungo, coscienzioso ed onesto lavoro di un uomo serio che ha sempre scritto con fini altamente educativi, civili e umani, mai a discapito dell’arte. E la sua opera, diciamolo subito, dovrebbe essere Letta, anzi studiata e meditata, oggi, intanto dilagare di stampa pornografica ed oscena, specialmente dai giovani che hanno fu bisogno di sani nutrimenti per la loro formazione e di buona guida nel difficile cammino da percorrere nella vita punto.
Il primo volume contiene le novelle allegoriche La via del lontano 1910, le due raccolte di novelle Allegro ma non troppo, la raccolta di fiabe e storielle Avventure di plenilunio e i racconti Gli eredi e Sole e cenere.
Già da queste opere si nota la vocazione di scrittore in Petroselli che non si limita a descrivere, ma si preoccupa di indagare ed esaminare fatti e situazioni.
Nel secondo volume sono raccolti i romanzi: L’ampolla della gioventù in cui son ben ritratti tipi e figure. Ruzzante con il quale il Petroselli ha raggiunto la notorietà perché il romanzo, che è la divertente storia di un asino, è davvero originale, specie quando questo animale diventa filosofo e sa insegnare agli uomini come si debba vivere nel mondo. Romanzo umoristico, ben accolto dalla critica che lo ritiene il libro migliore del Petroselli, non solo per il contenuto e perché istruisce dilettando, a volte alla maniera di Dickens, ma perché è scritto in uno stile scorrevole, facile e incisivo, diverso da certe opere di contemporanei spesso avvilenti e nauseanti, fra l’altro per le tormentose situazioni e oscurità.
Di questo romanzo il valoroso Brisset dell’Accademia di Francia, scrisse che un’opera “profondamente originale”. Sarebbe oneroso riportare i giudizi di tutti gli illustri critici ed i lettori appassionati che hanno scritto sull’opera … basti citare il brevissimo, ma in ma incisivo giudizio di G. A. Cesareo, non facile agli elogi: “Ruzzante è un libro tutto scintillante di schietto umorismo in uno stile preciso e fresco”. Ed è inutile ricorrere al Don Chisciotte, al Cervantes o al Collodi per rilevarne le affinità e le differenze, quando si pensi che la garbata ironia del romanzo non è lontana da quella di stampo manzoniano.
Il sole malato è un romanzo di cui le idee filosofiche, psicologiche e sociali sono così sapientemente intrecciate e sostenute che il libro può stare accanto alle migliori opere del genere. La dote maggiore è nella originalità dello stile, nel tratto dei personaggi e nell’esatta concezione dei valori spirituali.
I personaggi sono figure ben descritte nei loro caratteri e ben impostate negli ambienti. Dalla lettura si ricava un vero godimento, perché la bella forma si disposa a un buon contenuto.
Il fabbro meraviglioso è un romanzo umoristico moderno, d’umorismo efficace, improntato al buon costume e alla più perfetta italianità, un romanzo che può essere affidato da ogni padre ai propri figli, perché è scritto con la coscienza di un uomo che ha di mira il bene del proprio simile e sa maneggiare i ferri del mestiere, nel significato vero della parola. Troviamo infatti in questo libro, oltre le anzidette bontà, uno stile fresco ed un pperiodare garbato e facile onde forma e contenuto si amalgamano e divertono il lettore onestamente.
I personaggi sono tutti originali …
Nel terzo volume sono raccolti: Etica ed arte nella Divina Commedia, dove, in forma sintetica, l’autore mostra la sua consuetudine alle indagini; Amore di terra cimina che altro non è che l’espressione più viva di un animo sensibile per la sua terra; Il sentimento della natura in Giovanni Meli che Giorgio Del Vecchio disse “saggio pregevolissimo”;
Le nove sinfonie, omaggio a Beethoven; Il carosello del tempo, dodici ritratti di mesi, ben tratteggiati con cuore di vero poeta; Ricordi e immagini, descrizioni di luoghi di guerra, usanze e luoghi cari; Prose liriche in cui palpitano suoni d’acque e voli di rondini; si odono melodie di zufolo e si assiste ai vari voli delle nubi, si ammirano od adoranti girasoli; Si odono suoni di campane sciolte e sussurri viventi e la voce roca di un mastino e la laude del fuoco e l’inno della primavera e il grido di perdono rivolto da dagli uomini a Dio che sfocia in perché in preghiera. Tutte pagine che dovrebbero star bene nelle antologie scolastiche per la loro freschezza e per il senso del bene e del bello che ispirano. Seguono i Poemetti di sapore classico e le Poesiededicate dall’autore alla sua eletta compagna e i Sonetti, dominano il senso della misura è quello della meditazione, non disgiunti da certa purezza di stile che lo avvicinano al Pascoli.
Nei volumi figurano anche i pensieri di un viandante col titolo Fructus vitae che sono come dice Raffaello Biordi, “rugiadose e balsamiche stille cadute dalla cupola della saggezza”, di un uomo di esperienza che ha messo al servizio dell’umanità non solo i suoi alti sentimenti, non solo la sua cultura, non solo la sua considerevole opera letteraria, tutta volta ad una rinascita della società, ma anche la sua missione di medico psichiatra a cui va legata la sua rilevante produzione scientifica.
GIACOMO SARDO
1976
- L’informatore mensile del CONVIVIO LETTERARIO, Anno XLVIII, N. 1 (gennaio 1976)
Il POETA DI VITERBO: FILIPPO PETROSELLI (commemorazione)
I poeti non muoiono mai: il loro spirito aleggia dalle pagine dei loro libri, con un vigore e una tenacia che sfida i secoli, talché si dice che molte loro affermazioni e sentenze hanno il privilegio dell’eterno: sinonimo di immortalità.
Ricorre in questi giorni il primo annuale della morte del prof. Filippo Petroselli, ma per tutti coloro che lo conobbero e nel lessero l’opera e per tutti gli altri che lo leggeranno in questa pagina, o nelle biblioteche nazionali consulteranno le sue opere, egli è ancora vivo e parla al loro cuore con quella morale, compostezza e ricchezza di stile, che prende subito l’attenzione e la conduce nei luoghi aperti della natura, sana, viva, benefica, ristoratrice.
Filippo Petroselli, poeta e prosatore lirico, ha visto tutti gli aspetti generosi del Creato e li ha fermati nei suoi versi e nelle sue narrazioni con una evidenza che di frequente commuove per i soavi sensi e le ancor più intime vibrazioni gioiose, sapientemente svegliate in ognuno di noi.
Leggiamo e rileggiamo il poema dell’ulivo che si distingue e si afferma notevole tra le mille poesie esaltanti l’albero di Minerva: poema scritto con l’arte di un cantore greco-latino, nutrito delle eleganze bucoliche di Teocrito, Virgilio, Meli, Sannazzaro ed altri.
Gli era sommamente caro il mondo ornitologico e quando egli prendeva a narrare scene e spettacoli della vita dei campi, in cui appaiono animali e piante e si avvicinano a noi come creature della nostra stessa spiritualità, gli uccelli intervengono per la particolare ascesi, consolatori portatori di quiete e di grazia celestiale.
Di tempo in tempo il Poeta Petroselli si compiaceva di argomenti umoristici, insaporiti di quel sale quasi dolce, fatto soltanto per destare il sorriso (o il riso più) ingenuo e più adatto ai giovani in generale e benanco agli adulti. Sono letture per le famiglie oneste, senza la più lontana ombra di malizia e di scorrettezza.
I suoi scritti in prosa e in verso non risentono per nulla della sua materia di insegnamento (neuropsichiatria) che egli ha trattato scientificamente e con il linguaggio tecnico adeguato, nelle altre, molte e autorevoli sue opere virgola che ancora oggi si studiano nelle università virgola e non risentono neppure (le sue opere letterarie) delle invadenti aberrazioni licenziose degli ultimi anni, stranieri e nazionali, durante i quali egli ha continuato a scrivere e a stampare con immutabile rettitudine.
Tanta rettitudine non poteva non culminare nella religiosità della sua vita familiare, per cui egli era additato come modello di spose esemplare e lo si ricorda ancora oggi per le azioni educative, altruistiche accompagnate sempre da generosità intelligenti e durature.
L’opera letteraria conclusiva delle sue della sua intensa giornata Fructus vitae (Edizioni Convivio Letterario) è degna di accostarsi agli Adagia di Erasmo da Rotterdam, per il metodo e il fine propostosi quasi preveggendo le turpitudini odierne e sollecitato dall’ardore di contrapporgli un tenace baluardo.
Le poesie e le prose che qui riproduciamo sono state scelte dal volume versi e prose di Filippo Petroselli, edito dal Convivio Letterario nel 1957.
Seguono:
Ulivi (poemetto)
A Dio (prosa lirica)
Rondoni (prosa lirica)
Note bio-bibliografiche
FILIPPO PETROSELLI nato a Viterbo il 17 ottobre 1886; deceduto nella sua casa di campagna (S. Martino al Cimino) il 6 gennaio 1975.
A Viterbo ah frequentato il liceo classico (allora pareggiato) ed agli esami di maturità ebbe l’assai gradito encomio per il tema d’italiano dal Commissario Ministeriale, prof. Belloc ordinario di Storia Romana Antica nell’Università di Roma: volle che il voto assegnato 8 fosse cambiato in 9. Laureato in Medicina e Chirurgia nell’Università di Roma a pieni voti, si specializzò ben presto in Neuropsichiatria per la quale ottenne con lode la Libera Docenza nello stesso ateneo per le varie ed originali pubblicazioni in questa sua preferita materia.
Prese parte alla guerra Italo-Turca ed a quella del 1915 – 1918, sempre in prima linea. Ottenne la Croce al Merito di guerra, una medaglia di bronzo al valore e la medaglia per i Benemeriti della Salute pubblica (terminò il servizio militare nel novembre – ndr. agosto) del 1919 a fine della gravissima pandemia influenzale e di vaiolo).
Ebbe pure la Croce di Cavaliere nell’ordine della corona d’Italia. Ebbe gli onori militari quale tenente colonnello (?).
Le sue 20 pubblicazioni originali ed interessanti di specialità scientifica stanno a testimoniare quanto serio fosse il suo impegno professionale (e stato per 50 anni alla direzione di una clinica psichiatrica).
Ebbe diversi incarichi civili (presidente dell’Ordine dei Medici, presidente del Brefotrofio, Consigliere Provinciale e, poiché era uno sportivo, fu pure presidente della Sezione Cacciatori), rifiutò l’elezione a senatore a cui fu proposto.
Nonostante i molteplici impegni, Filippo Petroselli non è mai venuto meno ad una precisa esigenza interiore: quella di creare con uno stile semplice e robusto, una vasta apertura al suo mondo morale. Egli infatti era scrittore, poeta, pensatore. Ha ottenuto il Premio nazionale Gastaldi, la penna d’oro del Convivio Letterario, la Medaglia della città di Viterbo concessagli dal Comune, la Medaglia d’oro della Provincia di Viterbo, il premio di cultura della Presidenza del Consiglio dei ministri. La segnalazione nel WHO’S in Europa 1965. Udienza privata dal pontefice Giovanni XXIII nel 50° di attività letteraria.
Socio di diverse accademie culturali. Collaboratore di giornali, riviste e numerose antologie.
Tutti i lavori letterari di Filippo petrosellin l’editrice Agnesotti di Viterbo nel 1970, per iniziativa dei concittadini che vollero onorare il loro scrittore nel sessantesimo di attività letteraria ha riunito nell’opera omnia tre volumi in ottavo di complessive pagine 1456. (seguono contenuti).
Critici italiani e stranieri si sono interessati a quest’opera esaltandola per i suoi valori artistici e morali. Ognuno afferma che si incontrano spesso pagine scultoree, commoventi virgola di alta e limpida poesia virgola di schietto e brillante umorismo punto ne hanno lodato l’originalità, lo stile semplice e vivo il contenuto brillante e formativo, l’amore dell’autore verso l’umanità sofferente la sua viva ispirazione al trionfo della bontà, della verità e della giustizia punto lo scrittore e poeta Renato Benedetto ha pubblicato nel 1967 presso gli editori palombi di Roma Un’interessante ed esauriente saggio duepunti Filippo petroselli scrittore e pensatore punto un’altro saggio a cura del Comune di Viterbo col titolo duepunti Filippo petroselli raccogli i discorsi nel cinquantesimo della sua attività letteraria.
I giudizi di critici che si sono occupati di Filippo petroselli sono raccolti virgola in modo molto succinto, nel volume pro omnia, si tratta di circa 300 nominativi per citarne alcuni:
il lavori letterari di Filippo Petroselli si trovano presso le maggiori biblioteche nazionali ed estere.
È di recente postuma pubblicazione, presso gli editori Palombi il saggio “Medici medicine e malattie nella mitologia”. Di prossima pubblicazione: Quadri di una guerriglia (Libbia 1913-1914) e Sotto il torchio (1915-1918).
FILIPPO FICHERA
Post Scriptum:
Nel 1935, Domenico Costantino, scrisse ed incluse nel terzo volume “Smorfie e sorrisi” di scritti critici, un saggio critico su Filippo Petroselli e ne fu steso l'estratto.
Nel 1957, Gino Spinelli di Santelena pubblicò un saggio dal titolo: La narrativa di Filippo Petroselli.

