
È il primo volume di narrativa di Filippo Petroselli, pubblicato nel 1925 presso l’editore Franco Campitelli (una famiglia di tipografi editori attiva a Foligno dal 1694 al 1935).
Contenuti di questa pagina:
- INTRODUZIONE
- RILEVANZA STORICA E RIFLESSIONI SUL MONDO CONTEMPORANEO
- BIBLIOTECHE DOVE L’OPERA RISULTA DISPONIBILE
- INCIPIT
- INDICE
- SELEZIONE DI TESTI PUBBLICATI NELLO STESSO ANNO (1925)
- LINK CORRELATI
INTRODUZIONE
Il volume contiene un romanzo in 24 brevi capitoli, seguito da sei “Novelle paesane” tra loro indipendenti.
Il racconto è affidato a un uomo che si risveglia dalla morte e riesce a uscire dalla tomba in cui è rimasto per anni e anni. Il mondo in cui si ritrova è irriconoscibile: in giro per la città solo vecchi decisi a rimanere in vita il più possibile che hanno instaurato una sorta di regime ferreo per evitare le nascite.
Il manoscritto, conservato nella Biblioteca consorziale di Viterbo, porta in calce la data Viterbo, 6 settembre 1922. Una delle novelle paesane – Titta e Tata – era stata inserita nella rivista edita da Campitelli – Aperusen, rivista mensile di cultura e letteratura – nel numero novembre / dicembre 1922, in cui l’editore annuncia quello che sarà il nuovo titolo della rivista, Il Concilio.
Esistono inoltre recensioni di questo libro risalenti al 1924 che fanno ipotizzare che il romanzo, ancor prima della pubblicazione, sia stato letto da critici e letterati.
Ai tempi dell’Università, ho potuto leggere il testo principale – L’ampolla della gioventù – grazie al suo inserimento nel volume dedicato ai romanzi dell’Opera Omnia, con cui l’Amministrazione Provinciale di Viterbo volle omaggiare l’autore nel 1970. Conoscevo già le novelle per essere state recuperate e inserite in coda al romanzo Avventure di plenilunio, pubblicato nel 1951 dall’editore Gastaldi.
RILEVANZA STORICA E RIFLESSIONI SUL MONDO CONTEMPORANEO
L’ampolla della gioventù meriterebbe di essere letto anche oggi, opportunamente contestualizzato nel panorama della letteratura coeva e in quello della letteratura distopica, diffusasi nel secolo XIX con risultati di grande interesse fino a tutta la prima metà del XX secolo (ossia fino alla pubblicazione di 1984 di George Orwell).
Considerato in questo quadro, L’ampolla della gioventù – che si voglia considerarlo un racconto lungo o un romanzo breve – permette di riflettere sul contesto storico in cui è stato composto, sulla relazione implicita o esplicita con le altre opere del genere, sull’efficacia narrativa delle soluzioni utilizzate, sul significato che la vicenda mantiene anche a distanza di un secolo, al pari di numerose altre narrazioni di genere distopico, prodotte da scrittori provenienti da contesti culturali differenti e, per molti aspetti, distanti (di lingua inglese, francese, russa, ecc.).
L’incipit rende con immediatezza il contesto distopico, il fervido immaginario dell’autore/protagonista (l’autore del racconto è il narratore interno), le implicazioni etiche per gli uomini, il popolamento del pianeta, i rapporti tra le generazioni, le risorse disponibili, le modalità per ottenerle e garantirsele.
Tutte questioni inevitabilmente aperte, accelerate dal progresso e, nella realtà, ancora oggi oggetto di riflessioni profonde, problematiche e in continua evoluzione per l’intera umanità e per la non facile condizione di vita, a dispetto del progresso e, per certi aspetti, anche a causa del ‘progresso’.
BIBLIOTECHE DOVE L’OPERA RISULTA DISPONIBILE
- Biblioteca nazionale centrale, Firenze
- Biblioteca del Circolo filologico milanese, Milano
- Sistema bibliotecario di Milano, Milano
- Biblioteca comunale Teresiana, Mantova
- Biblioteca comunale Augusta, Perugia
- Biblioteca e Archivio musicale dell’Accademia nazionale di S. Cecilia, Roma
- Biblioteca consorziale di Viterbo
- Biblioteca comunale Francesco Pometti, Corigliano-Rossano (CS)
- Biblioteca della Società Economica di Chiavari (GE)
- Biblioteca della Provincia romana presso il Convento di S. Francesco alla Rocca, Viterbo
INCIPIT
“Il silenzio m’ha svegliato!
Prima, mi cantavano la ninnananna e nutrivano dolcemente il mio sonno il borbottolìo delle preghiere, i canti, il ritmo dei badili, lo scaracchiar degli affossatori. Anche il rotolar sordo del carro funebre e lo scoppiettio dei lucignoli vicino a spegnersi.
Tutto carezzava il mio sonno.
Il 2 novembre, che ronzar di gente! Era il giorno che si dormiva più fondo.
Ora, silenzio. Nessuno ricorda i morti troppo lontani.
Attendevo, per risvegliarmi, il fremer vitale della terra sotto lo squillo della tromba celeste.
Volevo dormire ancora.
Ma il silenzio ha alleggerito le mie palpebre, m’ha ridato sangue caldo ed ho sentito, con dolore, pulsare ancora il mio cuore. Ho sentito il mio alito rivestirmi e scaldarmi. Ho fissato il buio.
L’ho fissato a lungo. L’ho punto con gli occhi.
Ho spezzato il rosario d’osso d’olive col quale m’avevano stretto le mani in croce il giorno della mia morte.
Una spinta di gomiti ha sfasciato la cassa rosa dai vermi.
Puah! Che fetore di fracidume! …”.
INDICE
L’ampolla della gioventù
- Il risveglio
- La strada
- Sorprese
- La stalla
- Foglie di granturco
- Le scarpe di coppale
- Dentro le mura
- La luce
- Campanili e chiese
- Nel vecchio nido
- Ancora luce
- L’ampolla
- La visita
- Altri veli stracciati
- Il dramma
- La baracchetta rossa
- Il pranzo
- Di scalino in scalino
- Ancora il farmacista
- Divo Gerofilo
- Tempesta
- La fiammata
- L’arcobaleno
- Riposo
Storielle paesane
- Titta e Tata
- La traslazione
- Il lupo
- Grillus devastator
- La luna
- Il seme del giudizio

Foto del Tower Hamlets Cemetery Park, Londra, Inghilterra.
SELEZIONE DI TESTI PUBBLICATI NELLO STESSO ANNO (1925)
Una scelta di titoli, noti e meno noti, pubblicati nello stesso anno dell’opera presentata e utili per lo studio della sua ricezione, permanenza o scomparsa. L’elenco nasce dalla consultazione dell’archivio e della biblioteca di famiglia oltre che dalla consultazione di repertori online (biblioteche, emeroteche, riviste). Nel redigerlo si tiene conto di un principio di ‘inclusione’ di ogni genere di scrittura, compresi i manuali e le riviste d’epoca. Ciò nella convinzione che, per ricostruire la temperie culturale di un periodo, è necessario volgere lo sguardo a tutto tondo su ciò che il pubblico aveva a disposizione e sceglieva di leggere senza nulla escludere. L’elenco viene periodicamente aggiornato.
- Raffaello Barbiera, Il salotto della contessa Maffei, Treves, Milano 1925
- Massimo Bontempelli, La donna dei miei sogni e altre avventure moderne, Mondadori, Milano 1925
- Guelfo Civinini, I conquistatori, Libreria Politica Moderna, Roma 1925
- Francesco Chiesa, Tempo di marzo, racconto, Treves, Milano 1925
- Pino D’Agrigento (Giuseppe Canino), La donna grande, Sonzogno, Milano 1925
- Grazia Deledda, La fuga in Egitto, Treves, Milano 1925
- Donna Paola (Paola Grosson), Pippetto fa l’italiano, Bemporad, Firenze 1925
- Donna Clara, Dalla cucina al salotto. Enciclopedia della vita domestica, a c. di L. Morelli, Lattes, Torino 1925
- Corrado Govoni, La cicala e la formica, Bottega di Poesia, Milano 1925
- Mura (Maria Volpi Nannipieri), Allegria, ovvero Il fanciullo prodigio, Sonzogno, Milano 1925
- Mura (Maria Volpi Nannipieri), Viaggio di nozze, Sonzogno, Milano 1925
- Ferdinando Paolieri, Novelle Agrodolci (1925), Treves, Milano
- Rina Maria Pierazzi, Per far la strada insieme (1925) – Il pane degli altri (1923), Cappelli, Bologna 1924/1925
- Luigi Pirandello, Dal naso al cielo, Bemporad, Firenze 1925
- Luigi Pirandello, Donna Mimma, Bemporad, Firenze 1925
- Alberto Savinio, La casa ispirata, G. Carabba, Lanciano 1925
- Sfinge (Eugenia Codronchi Argeli), Voglio un stella, Treves, Milano 1925
- Luigi Tonelli, La cattedrale sommersa, Treves, Milano 1925
- Ugo Tommasini, Bucciadoro e l’uomo, Treves, Milano 1925
- Luigi Tonelli, Tormento, Modernissima, Milano 1924
- Luigi Tonelli, La cattedrale sommersa, Treves, Milano 1925
- Federico Tozzi, Novale. Diario, Mondadori, Milano 1925

